Reflex digitali: Nikon cresce più di Canon




Anche nel 2007 Canon ha mantenuto saldamente la testa del mercato mondiale delle fotocamere digitali. Un primato conquistato sia nel settore delle fotocamere compatte, sia in quello, sempre più promettente, delle reflex digitali.
La classifica vede Canon prima con il 18.8 per cento del mercato, seguita da Sony (16 per cento), Kodak (9.6 per cento), Samsung (9 per cento), Nikon (8.4 per cento) e Olympus (8.3 per cento).

Secondo uno studio appena pubblicato da IDC, però, nella categoria delle reflex digitali è in atto una forte rimonta da parte di Nikon.
Canon ha venduto nel 2007 3.18 milioni di macchine reflex, Nikon 2.98 milioni. Quote pari, rispettivamente, al 42.7 e al 40 per cento, del mercato mondiale 2007. Un margine esiguo tra i due marchi, molto più piccolo rispetto a quello del 2006, quando Canon aveva chiuso con una quota del 46.7 per cento e Nikon del 33 per cento.

Il rapporto stilato da IDC evidenzia una crescita delle vendite per Nikon pari al 71.1 per cento, ben superiore a quella di Canon, che è stata del 29.3 per cento.
La rincorsa di Nikon appare ancor più sorprendente se si considera che i due modelli più prestigiosi del marchio, la D300 e la D3, sono arrivati sugli scaffali dei negozi di fotografia solo nella seconda metà del 2007.

I mercato delle reflex digitali offre alle aziende ancora ampi margini di crescita. Il proliferare delle macchine di fascia bassa, compatte, leggere e semplici da usare attira i fotoamatori che vogliono qualcosa in più rispetto alle fotocamere compatte. L’introduzione di nuove tecnologie (sensori e processori in grado di gestire le alte sensibilità ISO, sistemi Live View per inquadrare con il display, sistemi automatici per la rimozione della polvere) solletica gli appassionati che rinnovano volentieri il corredo.

Nel 2007 la crescita del mercato delle reflex ha toccato quota 41 per cento, con un totale di 7.45 milioni di unità vendute. Il mercato delle compatte si è dovuto accontentare di una crescita del 22.7 per cento (123.3 milioni di pezzi), secondo quanto riportato da IDC.

"I consumatori chiedono prezzi più bassi" spiega Christopher Chute, analista di IDC – “Canon ha cercato, al contrario, di mantenerli alti e così soffre la concorrenza dei marchi che hanno scelto una politica differente”.
 

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