Calendario Pirelli 2009: Mariacarla Boscono e C.
Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Giugno 2008 14:44
Sarà presentato in settembre il Calendario Pirelli 2009, ma ci ha pensato il mensile Vanityfair ((numero 23/2008 in edicola) ad anticiparne i segreti. Le foto scattate nella savana del Botswana documentano il lavoro del fotografo americano Peter Beard.
Il cast schiera l’italiana Mariacarla Boscono e le colleghe top model Malgosia Bela, Daria Werbowy, Randal Moore, Lara Stone, Emanuela De Paula and Isabeli Fontana. Il contorno? Fango, elefanti, natura selvaggia e emozioni forti (per via delle zanne degli elefanti, dell’assalto dei babbuini e via discorrendo).

Per Mariacarla Boscono è la terza esperienza con il calendario. Nel 2003 fu Bruce Weber a immortalarla in quel di Amalfi; nel 2004 Nick Night scattò le foto in studio.
Lo shooting ha comportato qualche problema. Beard ricorda il tanfo delle carcasse, qualcun altro i tafani e il tuffo al cuore che ti prende quando le aquile pescatrici si tuffano in picchiata sui pesci gatto. Ma: “Il cibo era ottimo!”.
La più preparata di tutte Mariacarla Boscono, trasferitasi in Kenya da bambina con tutta la famiglia: "In Africa non si può commettere errore peggiore che rimanere stregati dagli animali.”
Ecco perché è riuscita a mantenere la calma anche mentre penzolava dalla zanne di un elefante aspettando il click.
Chi è Peter Hill Beard? Un apprezzato fotografo di moda e un ritrattista ( Mick Jagger, David Bowie, Iman, Veruschka ), ma non solo. La sua grande passione è l’Africa, con i suoi animali.
Nipote di un magnate del tabacco, Beard è nato a New York il 22 gennaio del 1938 e ha vissuto nel jet-set. E’ stato sposato con la modella model Cheryl Tiegs.
Colpito dalla lettura del libro di Karen Blixen “Out of Africa”, Beard si recò per la prima volta nel Continente Nero nel 1955, assieme alla madre, appassionata di safari, e ci tornò nel 1960. Divenne amico della Blixen e comprò una tenuta di 20 ettari ai piedi delle Ngong Hills accanto alla fattoria della scrittrice, che lasciò a lui il suo prezioso archivio di fotografie.
Il link al Peter Beard website






