Prova Panasonic Lumix FZ18
di Gianni Viviani
Prova Panasonic FZ18 - Introduzione
Oggi che è possibile acquistare una reflex digitale, corredata di zoom standard, senza svenarsi, ha senso preferire a questa una fotocamera digitale compatta di fascia alta? Se quel che cerchiamo è soprattutto la massima qualità delle immagini, anche ad alti valori ISO, la risposta è “No”. Se, invece, siamo interessati a una buona macchina fotografica, con funzioni avanzate, controlli manuali e uno zoom con un’ampia escursione focale - una macchina fotografica che non ci obblighi a sostituire le lenti e ci permetta di stare dentro un budget limitato, allora la risposta è “SI”.

In particolare, una fotocamera “super zoom” può fare al caso nostro. Ci consente di viaggiare leggeri e di divertirci nei reportage, senza dover sopportare il peso, gli ingombri e i costi di un ricco corredo reflex. Non dobbiamo cambiare l’obiettivo quando cambia la scena, perché quello incorporato è in grado di coprire tutto, o quasi, dalle foto d’interni al ritratto, dal paesaggio alle foto sportive. Possiamo inquadrare con il mirino elettronico (non vale quello di una reflex, ma è molto migliorato rispetto a quelli montati sulle prime digitali), oppure con il display LCD. In genere l’impugnatura è buona e anche i comandi non fanno troppo rimpiangere quelli di una reflex.
Fin dal lancio della Lumix FZ1, nel “lontano” 2002, Panasonic si è sempre distinta nella categorie delle super zoom. La macchina oggetto della nostra prova, la Panasonic FZ18, offre un CCD da 8 megapixel, lo stabilizzatore d’immagine, un display di qualità, il supporto per il formato RAW e uno zoom Leica 18x che, sul formato 35 mm, equivale a un 28-504 mm. Il tutto in un “guscio” compatto, leggero e davvero ben fatto. Insomma, una macchina che, almeno sulla carta, ha qualità da vendere.
Otto megapixel sembrano pochi? Per carità, ce n’è d’avanzo per stampare a casa in grande formato. Troppi pixel in un sensore così piccolo aggraverebbero il problema del disturbo, che assilla le compatte.
{mospagebreak_scroll title=Costruzione e comandi}
Panasonic Lumix FZ18 – Costruzione e Comandi
La Panasonic Lumix FZ18 ha l’aspetto simile a quello di una reflex, solo in formato ridotto. La macchina pesa 360 grammi e ha queste dimensioni: 117,6 x 75,3 x 88,2 mm. E’ più pesante, di una cinquantina di grammi, rispetto alla “sorellina” FZ8, ma più leggera di 200 grammi rispetto a un altra super zoom popolare, la Canon S5 IS. Al cospetto della Fuji S9600, altra maxi zoom, la FZ18 è addirittura un fuscello: pesa meno della metà.
Il design della Lumix FZ18 riprende quello delle altre super zoom della casa. Una macchina solida (anche se di plastica), assemblata con buoni materiali e che si impugna bene (buoni gli appoggi sia per la mano, sia per il pollice), a dispetto delle dimensioni minime (per una compatta con uno zoom di questa portata). Ottimo anche il bilanciamento, tanto che si riesce a manovrare facilmente la FZ18 anche con una mano sola. Qualche problema a impugnara la macchina può incontrarlo solo chi ha le mani grandi.

I comandi ricordano quelli di una reflex, con la grande rotella per le impostazioni (14 posizioni contro le 10 della Z8) e altri pulsanti dedicati alle singole funzioni. La rotella offre anche una posizione personalizzabile con tre impostazioni.
Il pulsante AF/MF, posizionato vicino al pulsante di scatto, richiede una pressione più decisa rispetto agli altri pulsanti. Questo per evitare che venga attivato inavvertitamente. Panasonic cura i particolari.

Con il mini-joystick sul dorso si controlla agevolmente e velocemente la compensazione dell’esposizone, il settaggio dell’esposizione in modalità manuale, il posizionamento del punto di messa a fuoco AF e si ha rapido accesso ai menu che è del tipo a tendina e davvero di facile e rapida lettura (ISO, qualità dell’immagine, bilanciamento del bianco, modalità di stabilizzazione dell’immagine).
Sul dorso, in alto a destra, troviamo il pulsante per il salto rapido dal mirino elettronico al display LCD e, accanto, un nuovo bottone per il blocco AF/AE configurbile dal menu (entrambi i blocchi, oppure o l’uno o l’altro).
La “joypad”, più in basso, serve a navigare tra i menu, a rivedere le immagini in playback e a selezionare varie opzioni durante le riprese: compensazione dell’esposizione +/-2EV (bottone in alto); visualizzazione ultima foto (bottone in basso); autoscatto, 2 o 10 secondi (bottone a sinistra); flash (bottone a destra).
Il flash si alza manualmente e la le seguenti funzioni: Auto, Auto con riduzione difetto occhi rossi, forzato e Slow sync con riduzione “occhi rossi”.
Complessivamente la Panasonic FZ18 offre una delle migliori organizzazioni dei comandi per il controllo della macchina.
Da segnalare anche la porta USB, l’uscita video e il comparto batteria e slot per memorie SD. Questo, purtroppo, è inaccessibile quando la macchina è montata sul cavalletto.

A fornire la corrente alla FZ18 è una batteria ricaricabile agli ioni di litio da 710mAh (la stessa montata sulla FZ8). Panasonic dichiara un’autonomia di circa 400 scatti con una ricarica. Una valutazione che, nella prova pratica, si è dimostrata corretta.
Per inquadrare si può utilizzare il display LCD da 2,5 pollici (207.000 punti la risoluzione), oppure il mirino elettronico da 188.000 pixel. Entrambi discreti, ma non di più.
{mospagebreak_scroll title=Lo Zoom Leica}
Panasonic FZ18 - lo Zoom
Sulla Lumix FZ18 Panasonic ha montato uno zoom Leica DC Vario-Elmarit 4.6-82.8 mm. Sul formato 35 mm l’ottica equivale a un 28 - 504 mm con apertura f/2.8-4.2. Uno zoom luminoso e capace di riprendere quasi tutto.

Il fotografo ha a disposizioni due modalità di funzionamento: quella rapida permette di “saltare” da 28 a 504 mm in poco più di due secondi, quella lenta sono due opzioni Lo offre sia la risposta rapida sia quella lenta, ma più precisa (evita che la lunghezza focale scelta “scappi” via, come accade con tante compatte) richiede circa 6 secondi per coprire l’intera escursione.
Macro a 1 cm (contro i 5 cm offerti dalla FZ8) 6 secondi Pollice su.
A qualcuno un’escursione 18X non basta? Panasonic l’accontenta con la lente di conversione tele DMW-LT55 (con l’adattatore DMW-LA3 ) che ha un fattore di moltiplicazione 1.7x e porta lo zoom addirittura a 857 mm equivalenti. La lente DMW-LC55 (con l’adattatore DMW-LA3 ) migliora ulteriormente le doti della Panasonic FZ18 nel close-up.
{mospagebreak_scroll title=MegaOIS, Autofocus, Video}
Stabilizzatore d'immagine
La tecnologia Panasonic MegaOIS per la stabilizzazione delle immagini è ormai, giustamente, conosciuta e apprezzata. Lo stabilizzatore presente sulla Lumix FZ18 ha quasi del miracoloso. Torna utile anche con i grandangolo o il normale quando c’è poca luce, ma risulta davvero indispensabile quando lo si adopera con le lunghezze focali estreme offerte dal super zoom.
Quanto si guadagna effettivamente? Fino a tre e persino quattro stop, a seconda della situazione e della… mano del fotografo. Con uno zoom che arriva a 504 mm equivalenti portare a casa foto ferme, senza l’ausilio di un cavalletto o di un monopiede, scattate a 1/60 e persino a 1/30 di secondo non è cosa di tutti i giorni.
Autofocus
Il sistema autofocus della Panasonic FZ18 offre 5 modalità (Multi-area, Three area high speed, Single area high speed, normal single area, spot), oltre alla funzione Face detection per l’ottimizzazione dei volti. Ne riconosce fino a 15 nell’inquadratura e ottimizza esposizione e messa a fuoco.
Video
La Panasonic Lumix DMC-FZ18 oltre alle foto può registrare anche video con sonoro, a 10 o 30 fotogrammi/secondo, sia in formato 4:3 (640x480 pixel), sia in formato panoramico (848x480 pixel).
Nella modalità video funziona lo stabilizzatore ma non lo zoom. Volendo si possono ricavare foto dalla registrazione video e, anche, creare video unendo una serie di foto.
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Panasonic FZ18 - Velocità
Come se la cava a Panasonic FZ18 sul piano della velocità? Bene. La macchina, dopo l’accensione, è pronta a scattare in circa 2.5 secondi. Ne occorrono circa 1,5 al momento dello spegnimento.

Pronta anche la risposta del sistema autofocus che impiega solo pochi decimi di secondo per fare il suo lavoro. Questo sia quando c’è tanta luce, sia lavorando in condizioni molto difficili, grazie alla presenza dell’illuminatore AF.
Quando si sceglie di scattare in JPEG, in modalità scatto singolo, l’intervallo tra una foto e l’altra, è di poco superiore a 1.5 secondi. In modalità scatto continuo, sempre in JPEG, la macchina è in grado di sparare raffiche da quattro fotogrammi con una cadenza di 3.4 fotogrammi/secondo, oppure (sono due le modalità disponibili) raffiche da 2 fotogrammi/secondo senza limiti (a patto, naturalmente, che la scheda di memoria abbia una capacità sufficiente,).
La FZ18 può scattare anche in formato RAW, oppure in RAW+JPEG. La velocità però scende: rispettivamente, 2.4 secondi e 3.4 secondi l’intervallo tra uno scatto e l’altro.
{mospagebreak_scroll title=Qualità dell'immagine}
Panasonic Lumix FZ18 - Qualità dell’Immagine
Dall’avvento della fotografia digitale Panasonic ha sfornato una serie nutrita di fotocamere per certi versi assai interessanti: Macchine digitali ben costruite, ben impugnabili, equipaggiate con eccellenti zoom e buoni display e mirini. E poi lo stabilizzatore MegaOIS. Macchine che da un lato hanno deliziato gli appassionati, ma dall’altro li hanno fatti anche arrabbiare. Il problema? Il disturbo nelle immagini. Un problema che non ha certo afflitto soltanto le piccole Panasonic, ma è comune a quasi tutte le compatte. Solo che il disturbo, sulle Lumix ha un’incidenza piuttosto elevata.
Panasonic è corsa ai ripari e ora le cose sono un po’ migliorate. Merito, soprattutto, del nuovo, potente, processore Venus Engine III, che fa molto, ma non può fare miracoli. Anche la FZ18, così, ripresenta un disturbo eccessivo appena si superano i 100 ISO. Per non parlare dei livelli di sensibilità più alti. Il piccolo sensore - da 1/2.5 pollici – non riesce a fare di più.
La risoluzione, 8 megapixel, di per se è più che sufficiente anche per le stampe in grande formato, mentre il range dinamico è limitato e la resa delle alte luci ne risente. Buona la riproduzione dei colori.
Lavorando a 100 - 200 ISO si possono ottenere ottime foto, ma la qualità media delle immagini non è all’altezza della qualità complessiva della macchina (ergonomia, zoom, ecc.).
Quasi assente il purple fringing grazie alla qualità delle lenti del super zoom che sul grandangolo mostra una certa quota di distorsione a barilotto.
{mospagebreak_scroll title=Il giudizio}
Panasonic Lumix FZ18 - Conclusioni
La cosa più bella della Panasonic Lumix FZ18 è certamente il suo poderoso zoom. In una macchina così leggera e compatta Panasonic è riuscita a infilare un obiettivo che svetta nella categoria per range ( 28 - 504 mm equivalente; si può pretendere di più…) e prestazioni. Un livello di distorsione tutto sommato basso sia sul 28 mm, sia sul tele, e nessun problema agli angoli dell’immagine.

Si è detto del pratico menu e dei comandi ben dimensionati e facili da trovare, dell’ergonomia (la macchina si lascia impugnare bene anche con una mano sola), della solidità dell’insieme, a dispetto delle dimensioni e della prevalenza della plastica tra i materiali.
La FZ18 si comporta bene anche sul piano della qualità dell’immagine a 100 – 200 ISO. Oltre invece no, perché il disturbo è marcato e il range dinamico limitato. Il sistema di riduzione del rumore interviene pesantemente tagliando i dettagli.
Chi scatta prevalentemente in buona luce non se ne accrogerà e apprezzerà l’esposizione corretta e la buona riproduzione dei colori. Ma chi ha intenzione di utilizzare la FZ18 anche per foto di interni – che so, a una festa, o in un rifugio - allora dovrà accontentarsi di stampare le foto in piccolo formato, oppure accettare senza drammi tutto ciò di cui si è detto finora.
Più che positiva l’opera dello stabilizzatore MegaOIS, che fa guadagnare tranquillamente almeno tre stop. Con il 500 mm è un toccasana.
In definitiva, almeno per il momento, la migliore compatta super zoom sul mercato. Potrebbe essere ancora migliore, e lo sarà quando Panasonic (e le altre case, naturalmente) si deciderà a utilizzare sensori di dimensioni maggiori. Contiamo su Photokina 2008, a settembre.
