Canon G10, Nikon P6000, Panasonic LX3 quale compro?
AGGIORNAMENTO: leggi la nostra Prova Canon PowerShot G10
Di fotocamere digitali se ne vendono tantissime, in tutto il mondo. Sono versatili, non ingombrano, hanno, in genere, prezzi accessibili e producono, mediamente, foto di buona qualità. Molti di questi modelli soddisfano le esigenze di gran parte degli utenti.
Accanto ai modelli “normali”, però, ce ne sono alcuni che svettano. Sono quelli di cui parlano spesso gli appassionati, ma anche i fotografi professionisti, che, in studio e in strada, adoperano dorsi digitali e reflex più o meno costose e in privato discutono volentieri delle piccole compatte di qualità.
La speranza è sempre la stessa, che esca, finalmente, un modello modello XY con le qualità minime per scattare belle foto in tutte le situazioni: tanta luce, poca luce, soggetti fermi, soggetti in movimento...
Qui sta il punto, non nel numero di megapixel del sensore (ne bastano, infatti, 6 o 7 per realizzare stampe di qualità in A4 ), non nelle cento funzioni, spesso superflue (fuochi d’artificio, arcobaleno, solstizio d’inverno, riconoscimento dei volti, correzione occhi rossi e via dicendo).
Quel che vuole l’appassionato, è una macchina fotografica con la quale punti, scatti e porti e porti a casa la foto.

Il difetto principale di tante digitali compatte è l’impraticità. Prima di tutto per il modo in cui “stanno in mano”: impugnatura inesistente, oppure striminzita anche per le mani di un bambino, pulsanti appiccicati uno all’altro, settaggi insabbiati nei menu. Pe non parlare delle altre cose incresciose: mirino ottico assente, oppure così misero che passa la voglia di usarlo, sistemi autofocus che stanno lì a pensare e a pensare, senza decidersi, (e intanto il soggetto è andato via), buffer di memoria così limitati da “congelare” la macchina.
Poi, certo, c’è il problema del disturbo nelle immagini. I nuovi processori permetterebbero alle case di costruire fotocamere compatte in grado di gestire bene il rumore, a patto, però, che ci si accontentasse di un numero di megapixel compatibile con le dimensioni striminzite del sensore. Putroppo, però, la corsa ai megapixel vanifica, in parte, i progressi tecnologici.
Oggi nei negozi troviamo compatte con risoluzioni, sulla carta, paragonabili a quelle delle reflex digitali. Ma il rovescio della medaglia è il rumore eccessivo, accompagnato dalla perdita di dettaglio causata dalle tecnologie anti-rumore.
Quando si scatta in condizioni ideali le foto sono splendide, ma basta un nuvolone nero (si fa per dire) per provare l’orrenda sensazione di star lì fermi con un coso in mano che non scatta e quando ci riesce, fa un disastro.
OK, sono fotocamere digitali compatte, leggere, facilmente trasportabili. Non possiamo tutte le “comodità” offerte da una reflex, ma... insomma!
Sappiamo che non sarà sempre così. Ecco perché ogni volta che esce una nuova “fotocamera compatte di qualità” abbiamo subito voglia di metterci le mani sopra.
Tra le macchine più interessanti appena uscite, ce ne sono tre che, sulla carta, promettono meraviglie: Canon G10, Nikon P6000 e Panasonic LX3.
I fan, i fedelissimi del marchio, sanno già cosa comprare, ma per tutti gli altri un confronto tra le tre macchine può essere utile.
Corpo: dimensioni, costruzione, comandi
Diciamolo subito, bisogna scegliere e la scelta è strettamente personale: meglio un corpo molto compatto, leggero, da tasca, oppure uno più ingombrante e pesante, da tascone del giubbotto per intenderci, che appare, però, più solido e offre un più comodo accesso ai comandi? Di sicuro la G10 nella tasca dei pantaloni, dà fastidio, ma delle tre è quella che si maneggia meglio. Non perfetta, ma la migliore.
E’ più solida, si impugna meglio (specialmente se il fotografo che la usa ha le mani grandi) e offre una disposizione più razionale dei comandi. Le dimensioni sono
109 x 78 x 46 mm. Il peso, 390 grammi.
La Nikon P6000 è leggermente più stretta, più bassa e più sottile della G10 (107 x 65.2 x 42 mm) e pesa anche molto meno: 280 grammi.
Delle tre è la Panasonic LX3 la più tascabile: 109 x 60 x 27 mm. Dunque, uno spessore di quasi 2 centimetri inferiore a quello della G10. Pur essendo ben costruita (tutte e tre le macchine sono ben fatte: buoni i materiali, buono l’assemblaggio) ha un peso leggermente inferiore persino a quello della Nikon: 265 grammi.
Il consiglio? Entrare in un negozio, pretendere di avere tutte e tre le macchine sul banco e mimare (se il commesso non ci permette di farlo per davvero) qualche scatto.
Dei tre display il più leggibile è quello della Powershot G10, da 3 pollici e con una risoluzione di 460.000 punti. Uguale diagonale e medesima risoluzione anche per il display della LX3. La P6000 si deve “accontentare” di un display da 2,7 pollici con una risoluzione di 230.000 punti.
La G10 mostra l’istogramma anche in fase di ripresa, la Coolpix P6000 solo in playback.
Sempre riguardo al corpo, da notare che la Canon G10 ha comandi dedicati per la compensazione dell’esposizione e gli ISO, mentre la Nikon P6000 obbliga a ricorrere ai menu.

Obiettivo Zoom
La P6000 ha uno zoom con ingrandimento ottico 4x. Equivale, sul formato 35 mm pellicola, a un 28 mm - 112 mm. L’apertura è f/2.7 - 5.9: buona sul grandangolo, insufficiente, per un appassionato o un professionista, sul teleobiettivo.
Lo zoom montato sulla Canon G10 offre un’escursione leggermente superiore, equivalente a 28-140 mm, una luminosità quasi uguale sul grandangolo (f/2,8) e f/4.5 sul tele che, se non è l’optimum, è già un passo avanti.
Panasonic ha fatto una scelta, per alcuni, azzardata, ma che ci trova d’accordo: limitare il range dello zoom Leica montato sulla LX3 ( ingrandimento ottico 2,5x, 24 – 60 mm equivalent, per puntare sulla qualità ottica e su una luminosità eccellente. L’apertura è f/2.0 sul grandangolo e f/2.8 sul tele, valori ottimi anche per il super appassionato.
Uno zoom un po’ strettino? Per qualcuno si, naturalmente, ma anche qui è questione di gusti e di priorità: chi cerca innanzitutto la qualità dell’ottica punterà sulla Panasonic LX3, chi non può vivere senza un medio tele darà la preferenza alla Canon G10.
Risoluzione del sensore
La macchina che ne offre di meno, 10 megapixel, è la Panasonic LX3. Più su la Nikon P6000, 13,5 megapixel e, in testa al mazzo, la G10, con i suoi 14,7 megapixel.
Diciamo subito che i 10 megapixel della LX3 sono più che sufficienti anche per stampe alla massima qualità in grande formato, o per la pubblicazione delle foto a piena pagina su una rivista. Non bastano per un “cartello vetrina”? Ma quanti tra i potenziali utilizzatori della piccola Panasonic che hanno questa esigenza?
Questa storia della corsa alla rislouzione record sarà pure un argomento vincente del marketing, un buon sistema per a vendere le macchine, ma porta con se un sacco di problemi (disturbo nelle foto, lentezza in fase di registrazione delle immagini, ingombro sulle schede di memoria e sugli hard disk ecc.). Senza contare il fatto che per cavare il massimo da un sensore con tanti megapixel occorrono zoom di grande qualità. Gli zoom standard venduti in kit con le reflex digitali dell’ultima generazione, ad esempio, non ce la fanno a sfruttare tutto il potenziale della macchina. Figuriamoci i piccoli zoom montati sulle compatte.
Chi vuole più risoluzione (ad esempio, per ingrandire porzioni dell’immagine e caravarne stampe di qualità), può puntare sulla G10 o sulla P6000. La differenza tra le due, 1,2 megapixel, è assolutamente trascurabile.
In soldoni: nella scelta finale non bisognerebbe lasciarsi incantare dai megapixel.
Formato RAW
Tutte e tre le compatte supportano il formato RAW e questo, di per se, è un fatto importante. La conversione dei file comporta un po’ di lavoro in più, che, però, l’appassionato accetta volentieri (può intervenire sui parametri per ottenere la massima qualità e rimediare a eventuali, piccoli, errori in fase di ripresa). Con il JPEG si lascia la conversione alla macchina, in automatico.
Velocità
Scattando in JPEG tutte e tre le macchine si comportano bene, offrendo al fotografo una velocità sufficiente in quasi tutte le situazioni.
Le cose cambiano scattando in RAW. La più veloce è la Canon G10, un bel passo in avanti rispetto alla G9: permette fino a tre scatti in sequenza con un intervallo di circa 0,7 secondi tra uno e l’altro.
Meno veloce ma, comunque, efficiente la Panasonic Lumix LX3.
La Nikon P6000, invece, è penalizzata da un buffer insufficiente. L’attesa tra uno scatto e l’altro, in RAW, è davvero eccessiva. La macchina si blocca per diversi secondi in attesa del trasferimento del file alla scheda di memoria.
Sensibilità ISO
Anche le fotocamere compatte, così come le reflex, offrono un range della sensibilità sempre più esteso. La Canon G10 spazia tra ISO 80 e 1600. La Nikon P6000 tra ISO 64 e 1600, con la possibilità di arrivare (riducendo la risoluzione) a ISO 6400. Il range della Panasonic LX3 va da ISO 80 a ISO 3200.
Ma ci si può fidare degli ISO elevati su una fotocamera compatta?
All’atto pratico si scopre presto che fino a 400 ISO va tutto bene, oltre cominciano i guai (se le stampe sono piccole il rumore si nota meno, naturalmente). Per la LX3 anche i 400 ISO sono già troppi.

Qualità delle immagini
A 100-200 ISO tutte e tre le macchine sono in grado di fornire foto eccellenti (per questa categoria, naturalmente) per risoluzione, dettaglio, gamma dinamica e fedeltà dei colori.
I 400 ISO danno già fastidio alla Panasonic LX3, che mostra disturbo e perdita di dettaglio.
Lo stesso accade anche alla G10 e alla P6000 da 800 ISO in su: la luminanza si corregge facilmente, il chroma no.
Sul fronte del “purple fringing” (macchie d colore parassite in corrispondenza del passaggio tra le alte luci e le ombre nelle immagini a forte contrasto) la migliore è la G10.
In termini di risoluzione effettiva, riscontrabile nella stampa ( risoluzione del sensore più risoluzione dell’obiettivo) la spunta ancora una volta la piccola Canon. Buono, comunque, il comportamento sia della Nikon, sia della Panasonic.
Registrazione video
Non a tutti i fotografi interessa questa funzione. Comunque, per dovere di cronaca, la Panasonic LX3 offre la registrazione di filmati HD 1280 x 720) a 24 fps (fotogrammi/secondo). Per le altre due macchine, invece, video 640 x 480 a 30 fps.
In Conclusione
Sarebbe bello poter prendere solo i pregi di ognuna delle tre macchine. Non è possibile, perciò accontentiamoci (per il momento) e tiriamo le somme.
L’appassionato in cerca di un bell’oggetto, di una compatta che fa ottime foto a 100 - 200 ISO, offre diversi formati, ha uno spessore così sottile che le permette di stare comodamente in un taschino e uno zoom dal range limitato, ma con una qualità ottica eccellente (nella categoria), prenderà la Panasonic LX3, sapendo, però, che quando il sole picchia non ci sarà il mirino ottico a tirarlo fuori dai guai.
Chi, invece, considera fondamentale il mirino, vuole più risoluzione e ha spesso la necessità di scattare con poca luce, opterà per la Nikon, penalizzata, però, da una gestione lenta del formato RAW e da uno zoom buio sul tele. Certo, si può scattare in JPEG, ma allora il bello dov’è?
Nella P6000 un’altra nota stonata: la confezione non include il caricabatteria, disponibile tra gli optional. Per fare “rifornimento” si è costretti a lasciare la macchina attaccata alla corrente.
La Canon G10 non è certo la compatta perfetta. Mostra disturbo e perdita di dettaglio salendo con gli ISO (il processore Digic 4 non può fare miracoli con tutti quei megapixel in un mini sensore), ha uno zoom a metà strada tra l’amatoriale e il pro, ma, complessivamente, è la migliore delle tre e anche la migliore tra tutte le compatte sul mercato, così come lo è stata, fino a qualche mese fa, la Canon G9. Rispetto al modello precedente la G10 offre maggior risoluzione (cosa trascurabile), lo zoom che ora parte dal 28 mm (importante) e una gestione molto più brillante del formato RAW.
Un'ultima considerazione sui prezzi. Le tre macchine costano ( euro più, euro meno, in una rapida carrellata sulle offerte online) tutte intorno ai 400 euro. Nel rapporto qualità/prezzo la più penalizzata è certamente la Nikon P6000. Da consderare anche che con questa cifra si porta a casa una reflex digitale con lo zoom standard, più ingombrante ma anche più pratica, veloce e a suo agio con gli alti valori di ISO.
( p.s. Una preghiera agli ingegneri della Canon: la prossima “G”che fate, se proprio dovete metterci tutti questi megapixel, equipaggiatela con un bel sensore APS-C! )
