Prova Panasonic Lumix TZ5 - Costruzione e Comandi
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Novembre 2009 18:34
| Indice |
|---|
| Prova Panasonic Lumix TZ5 |
| Costruzione e Comandi |
| Zoom e Funzioni |
| Lumix TZ5: Velocità |
| Qualità dell'Immagine |
| TZ5 Il Giudizio |
Costruzione e Comandi
La Panasonic Lumix TZ5 ha un corpo ben fatto, disponibile in nero professionale, argento o blu, di dimensioni molto compatte: 104 x 62 x 35 mm. Il peso è di soli 214 grammi, senza batteria e di 245 grammi per la macchina pronta all’uso.
Insomma, una fotocamera digitale che possiamo portarci appresso in tutte le circostanze: entra comodamente in una tasca e non disturba.
Sul mercato ce ne sono parecchie di fotocamere digitali così, ma la piccola Lumix ha l’ asso nella manica: uno zoom dall’escursione particolarmente estesa.
In alternativa, si può puntare su una delle tante fotocamere compatte super zoom, dotate di obiettivi ancora più estesi, ma i loro ingombri e pesi sono ben superiori a quelli della Lumix TZ5. Cosa scegliere? Dipende dalle proprie necessità. Se sono la versatilità e la comodità dei comandi e dell’impugnatura le cose che contano di più, allora meglio una bridge. Se al contrario la portabilità e la “discrezione” sono indispensabili, allora la TZ5 fa al caso nostro.

Il corpo macchina è robusto e si impugna volentieri, anche se, naturalmente, non si può pretendere l’impossibile da una macchina digitale di queste dimensioni (una reflex o una “bridge” sono ovviamente più comode).
Panasonic, però, ha fatto del suo meglio intervenendo sul design della macchina precedente con piccole correzioni (impugnatura e dorso) che hanno portato a un’ergonomia migliore rispetto a quella offerta dalla TZ3.
Del resto, tenere ben salda la TZ5 è importante, specie quando si utilizza un 280 mm equivalente (si, è vero, c’è lo stabilizzatore, che funziona correttamente e aiuta parecchio, ma che non può fare miracoli).

La TZ5 ripropone il grande display LCD della TZ3, con diagonale di 3 pollici, ma questa volta con una risoluzione doppia: 460.000 punti contro 230.000. La visione in playback è migliorata, anche se in pieno sole i problemi sono quelli di sempre (peraltro presenti anche con gli schermi da 900.000 punti delle reflex più recenti).
Un punto a sfavore della TZ5 è l’assenza del mirino ottico, presente in altre compatte. (un mirino di fortuna, per carità, ma sempre meglio di niente quando si combatte con il display “accecato” dal sole).
La parte alta della macchina è estremamente semplificata, direi essenziale: pulsante per accensione/spegnimento, comando per l’estensione dello zoom, davanti al pulsante di scatto, rotella per la scelta della modalità (sono 6: Normal, Intelligent Auto, filmati, clipboard e due modalità scena) e pulsante E.Zoom. Quest’ultimo serve a posizionare rapidamente lo zoom sulla massima lunghezza focale e ad attivare lo zoom digitale (se si preme il pulsante due volte).
Il comando per passare dalla modalità di ripresa a quella replay è ora posizionato nell’angolo alto, sulla destra del dorso della macchina.
Più sotto c’è il controllo a 4 vie, che permette di muoversi nei menu e, agendo sulle quattro frecce esterne, di controllare rapidamente la compensazione dell’esposizione, il flash, l’accesso alla modalità macro e il ritardo per l’autoscatto regolabile tra 2 e 10 secondi.

Ad alimentare la Panasonic Lumix TZ5 è la batteria ricaricabile agli ioni di litio CGA-S007E, che ha una potenza di 1000mAh. L’autonomia è notevolmente influenzata dal modo in cui si adopera la compatta: il display LCD alla massima brillantezza, lo stabilizzatore e la registrazione dei video la riducono. In condizioni d’uso normali si possono scattare circa 300 foto con una ricarica.
Sul lato destro della macchina, protetti da una piccola porta, troviamo ingresso DC, porta USB / AV e l’uscita per il cavo DMW-HDC2, che permette alla TZ5 di trasferire i file in alta definizione a un televisore HD.
Lo slot di memoria, che trova posto nel medesimo alloggio per la batteria, accetta schede SD.




