Olympus: Basta con i Megapixel

Akira Watanabe, manager di Olympus Imaging's SLR planning department dice basta alla corsa sfrenata ai megapixel, in gran parte motivata esclusivamente da ragioni di marketing. Insomma, i megapixel utilizzati come specchietto per le allodole: più ce ne sono meglio è! E’ davvero così? Non, sono tante le cose che contano in una macchina fotografica digitale e la risoluzione del sensore è solo una di queste.

Pescato al PMA di Las Vegas da Stephen Shankland di CNET, Watanabe ha spiegato le ragioni che hanno portato Olympus a dire basta ai megapixel per concentrare la ricerca su altri fattori: fedeltà nella riproduzione dei colori, range dinamico più ampio, foto di qualità anche quando si fotogrfa con poca luce e alti valori ISO (sensibilità).

"Non abbiamo intenzione di competere nella guerra dei megapixel con le nostre reflex digitali – ha dichiarato Watanabe – 12 megapixel sono più che sufficienti per la maggior parte dei fotografi.”

Con una reflex digitale da 12 megapixel si possono tranquillamente stampare foto in formato A4 (21x29,7 cm) alla massima qualità su una rivista, in formato doppio con una inkjet casalinga  e sono poche le famiglie, i principianti, gli appassionati che vanno oltre.
Certo, ci sono anche i fotografi professionisti che necessitano di sensori con maggior risoluzione per stampare oltre l’A4 o per ingrandire particolari della foto. Ci sono le reflex full frame e i dorsi digitali per questo.

Olympus, assieme a Panasonic, ha inventato il formato Quattro Terzi, più piccolo del full frame e più piccolo anche del formato APS-C adottato da tutte le reflex entry level e semi-professionali delle altre case.

Watanabe racconta che già in fase di progettazione del Quattro Terzi in Olympus si erano convinti – dopo aver intervistato fotografi e altri professionisti del settore Imaging – che 12 megapixel erano un tetto più che accettabile per la risoluzione delle machine in cantiere.”
Ora che ha raggiunto quel tetto Olympus ha finalizzato lo sviluppo alla qualità dell’immagine.

Nell’intervista di Shankland c’è un altro punto interessante: l’ evoluzione del sistema autofocus. Oggi le reflex utilizzano sistemi AF a rilevamento di fase, le compatte, invece “a contrasto”. Il primo è decisamente più veloce ma le cose, spiega Watanabe, cambieranno presto.

I miglioramenti si vedranno non soltanto sulle compatte ma anche sulle reflex che, in modalità Live View (cioé quando si utilizza il display LCD, invece del mirino, per inquadrare) non possono utilizzare la messa a fuoco di fase e si avvidano invece alla messa a fuoco a contrasto con risultati (lentezza) piutosto deludenti.

La rivoluzione – a detta del manager di Olympus – porterà a sistemi autofocus più rapidi, più precisi e in grado di funzionare con un minor consumo di corrente.

Ecco il link alla pagina di CNET con l’intervista (in inglese) a Watanabe:
http://news.cnet.com/8301-13580ˍ3-10189546-39.html?tag=newsLeadStoriesArea.1

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