Prova Canon G10 PowerShot

Indice
Prova Canon G10 PowerShot
Corpo e Comandi
Zoom e Lenti di Conversione
Velocità e Autonomia
Funzioni e Software
Qualità dell'Immagine
Canon G10 Giudizio
Tutte le pagine


di Gianni Viviani


Prova Canon G10 - Introduzione

La Canon G10 è l’ottavo modello della serie G, nata con la G1 nel “lontano” 2000. La G è la serie “pro-sumer” di Canon, quella che offre i modelli più performanti tra le fotocamere digitali compatte del marchio. Qualcosa a mezza via, almeno nelle intenzioni del costruttore, tra le macchine consumer e le professionali.
La Canon G10, dunque, è stata progettata tenendo in gran conto le esigenze degli appassionati di fotografia (comandi manuali, formato RAW, slitta per il flash...), anche se, naturalmente, può essere utilizzata con soddisfazione in completo automatismo, persino da un fotografo inesperto.

confronto canon g10 canon g9

Macchine di questa fattura oggi se ne incontrano poche. Il calderone dell’offerta propone centinaia di modelli digitali compatti, molto spesso simili tra loro. Dominano da un lato le piccolissime da taschino rimpinzate di megapixel, dall’altro i modelli “super zoom”, con obiettivi dall’estensione sempre più ampia. Tanta risoluzione in un piccolo sensore, però, generalmente comporta problemi sul piano della qualità delle foto; gli zoom con un range particolarmente esteso non sempre sono di facile utilizzo e, inoltre, mostrano distorsioni e aberrazioni cromatiche.

A ben guardare, la Canon G10 attualmente ha una sola vera concorrente, la Panasonic LX3. Abbiamo avuto modo di testarle a lungo entrambe e perciò di confrontarle sul campo.
Sul piano dell’impostazione generale la PowerShot G10 non si discosta molto dalla precedente G9. Ma una macchina fotografica che ambisce alla palma della migliore tra le compatte non poteva non offrire qualche succulenta novità rispetto al modello che l’ha preceduta. E infatti la G10 non si sottrae: più risoluzione, grazie all’adozione di un sensore di tipo CCD da 14,7 megapixel (la G9 ha un sensore da 12 megapixel), un bel display LCD, con diagonale di 3 pollici e risoluzione di 461 mila punti (doppia rispetto a quella dello schermo montato sulla G9), lo zoom 5X che parte dal 28 mm (equivalente sul 35 mm), mentre la G9 deve accontentarsi di un meno spinto 35 mm, e il potente processore d’immagine Digic IV, che Canon già ha testato sulle reflex digitali più recenti e che ha permesso l’introduzione, sulla G10, dell’ AF tracking.

Le prime impressioni girando e rigirando la G10 tra le mani sono molto positive. La macchina è certamente solida. Anzi, solida e pesante, qualche decina di grammi in più rispetto alla già massiccia G9. Certo, la G10 non è né una Nikkormat, né una Contax G (gloriose macchine a pellicola), ben inteso, ma è ben altra cosa rispetto alle tante compatte di carta velina in circolazione, comode da tenere in tasca per uno scatto estemporaneo, ma poca cosa quando si vuole fare sul serio.
La G10 offre, oltre al display, anche il mirino ottico. Piccoletto, “un buco con un pezzo di vetro” si dirà, ma c’è, ed è pronto a trarci d’impaccio quando non riusciamo più a inquadrare con il monitor per via del troppo sole.
A nostro modo di vedere la presenza del mirino è un “plus” importante. La LX3 ne è priva, in nome della miniaturizzazione, e costringe il fotografo a fare affidamento sul solo display.

canon wp-dc28

Per cavare il massimo dalla G10 basta settarla sul formato RAW e darci dentro con i comandi manuali. La presenza di pulsanti dedicati (non si è costretti a ricorrere ai menù per le impostazioni) e di due modi personalizzabili, fa la gioia degli appassionati.
Chi acquista la G10 può completarla con la lente di conversione tele, che estende il range dello zoom, oppure con la custodia subacquea dedicata WP-DC28, che può scendere fino a 40 metri di profondità.

Tutto questo ha un prezzo naturalmente. Mentre pubblichiamo la prova della Canon G10 la macchina è offerta nei negozi online a circa 450 euro. Un prezzo giustificato? Oppure è meglio spendere questa cifra per una reflex digitale economica? Nelle pagine che seguono tutte le nostre considerazioni.


 



Prova Canon G10 - Corpo e Comandi

La costruzione della Canon G10 è davvero eccellente, non soltanto rispetto alla maggior parte delle fotocamere compatte, ma anche se confrontata alle reflex economiche. Il corpo - con rifinitura antigraffio nero opaco, che fa tanto macchina professionale - è realizzato interamente in alluminio ed è montato su un robusto chassis d’acciaio (solo le coperture dell’alloggio batteria e delle porte sono in plastica).
Il design, in sostanza quello introdotto con la G7 e poi bissato con la G9, ricorda quello di una macchina a telemetro. Le dimensioni sono “importanti”: 109 x 78 x 46 mm. Il peso, una volta inserite negli appositi alloggi batteria e scheda di memoria, è di circa 400 grammi. La Panasonic Lumix LX3, diretta concorrente della G10, pesa appena 265 grammi e ha ingombri minori.
Meglio una macchina più robusta, con comandi grandi e più pratici, oppure una più fragile ma che non sfonda le tasche? Qui la scelta è davvero personale.

canon g10

La parte alta della Canon G10 è ricca di comandi. Sulla destra troviamo il pulsante on/off per accendere e spegnere la macchina, il pulsante di scatto, che divide l’asse con il comando dello zoom e una doppia rotella per il settaggio delle modalità (Program, Priorità diaframmi, Priorità tempi, Automatica) e degli ISO (sensibilità). A disposizione del fotografo anche due modi (C1 e C2) personalizzabili.

canon g10 comandi

Sulla sinistra c’è una seconda rotella per la compensazione dell’esposizione.
Tutti i comandi sono ben disegnati, solidi e facilmente leggibili, anche con poca luce.
La macchina si tiene saldamente tra le mani grazie alla piccola impugnatura, ricoperta di gomma, e allo spazio adeguato per l’appoggio del pollice.

Display LCD di qualità e Mirino ottico

Sulla G10 Canon ha montato un display fisso (qualcuno ricorda e rimpiange il display ruotabile della G6 ) davvero notevole. E’ uno schermo brillante, di grandi dimensioni (3 pollici la diagonale), con una risoluzione di 461.000 punti, che offre un angolo di visione di 180 gradi, tanto in orizzontale quanto in verticale. Il rivestimento anti-riflesso completa il quadro.
Insomma, un bel display, che si si apprezza al momento di inquadrare, ma anche nella fase di revisione delle foto e mentre si naviga tra i menu.

prova canon g10 display

La G10 offre anche il mirino ottico. Si tratta di un mirino di fortuna, certo non quello di una reflex (è piccolo e buio, la copertura è solo del 80 per cento, ma c’è la correzione diottrica e una protezione gommata per chi porta gli occhiali), ma può tornare utile. La diretta concorrente della G10, la Panasonic LX3, dispone invece del solo display LCD. Sotto il sole che picchia diventa facilmente illegibile e allora bisogna procedere a tentoni.
Una preghiera: gentili costruttori, d’accordo i megapixel, d’accordo i video HD, ma fate un piccolo sforzo per dotare le compatte di qualità di un mirino ottico degno di un appassionato (cioè migliore anche di quello, pur decente, della G10).

Flash incorporato più Flash esterni

La G10 monta un flash incorporato, ricco di controlli, con una copertura fino a 4.6 metri sul grandangolo e fino a 2.8 metri sul tele.
Modalità: Automatico, Flash manuale disattivato/attivato
Slow Sync Speed: Sì
Riduzione occhi rossi: Sì
Compensazione esposizione flash: +/- 2 EV in incrementi di 1/3 stop. Face Detection FE. Safety FE.
Blocco esposizione flash: Sì
Regolazione manuale: 3 livelli con flash interno (fino a 22 livelli con EX Speedlite esterni.
Sincronizzazione seconda tendina: Sì

La slitta in testa alla macchina è compatibile con i flash Canon Speedlight 220EX, 430EX e 580EX II e accetta anche flash dedicati di altri marchi.
Prima di acquistare uno degli Speedlight più grandi è meglio vederlo montato sulla macchina perché la sproporzione è evidente.

 

 


 



Prova Canon G10 - Zoom e Lenti di conversione

Canon ha più volte cambiato idea riguardo allo zoom delle sue macchine classe “G”. La Canon G10 adotta uno zoom con ingrandimento ottico 5X che equivale, sul formato 35 mm, a un 28 – 140 mm. Dunque la casa ha scelto di ridurre l’escursione sul tele (la G9 offre uno zoom 6X, equivalente a un 35 – 210 mm) per migliorare decisamente quella sul grandangolo. Poter disporre di un 28 mm al posto del 35 mm apre nuove possibilità, specialmente sul fronte delle foto di interni e dei ritratti di gruppo. Naturalmente, anche in questo caso, è questione di gusti e di necessità di ripresa.

canon g10 zoom

La luminosità dello zoom è f/2,8-4,5. E’ sufficiente? Beh, certo ci avrebbe fatto piacere un obiettivo più luminoso, ma anche così può andare. Senza dimenticare, però, che la Canon G6 disponeva di uno zoom un po’ più corto (4X), ma con apertura f/2.0-3.0, cioè estremamente luminoso.
Su questo fronte la concorrente Panasonic LX3 si prende una bella rivincita, perché il suo zoom 2,5x (che parte dal 24 mm equivalente) sfodera una luminosità eccellente: f/2.0-2,8.

Tanto di cappello alla modalità Macro della G10, che offre una distanza minima di messa a fuoco di 1 centimetro. Occhio però all’esposizione e al sistema autofocus, perché in macro qualche volta fa le bizze.

canon g10 e tc-dc58d

Chi volesse estendere il range dello zoom della G10, trova tra gli optional della macchina la lente di conversione TC-DC58D. E’ una lente tele, che moltiplica la lunghezza focale di un fattore 1.4x (lo zoom arriva così a 196 mm equivalente). Per essere montata sulla macchina richiede l’adattatore LA-DC58K.


 

 



Prova Canon G10 - Velocità e Autonomia

La G10 impiega circa 2 secondi, dopo l’accensione, per mostrare il display illuminato ed esser pronta a scattare. Un tempo di poco superiore alla metà, invece, è necessario per lo spegnimento (lo zoom deve rientrare nel corpo della macchina).
La risposta del sistema autofocus è buona, anche se non eccezionale: 5-6 decimi di secondo, a seconda che si stia adoperando il grandangolo o il teleobiettivo. Lavorando con il prefuoco (pulsante di scatto premuto a metà) la risposta è invece ai massimi livelli, in questa categoria di fotocamere.
Quando la luce è poca le prestazioni peggiorano, specie sul tele, anche se c’è l’illuminatore dedicato.

Con la modalità di scatto singolo e registrando in JPEG, la G10 riesce a operare con una velocità di circa una foto ogni 2 secondi e pochi decimi. In formato RAW la velocità diminuisce, di poco. In modalità RAW+JPEG occorrono oltre 2,5 secondi a foto.
In modalità scatto continuo le raffiche arrivano fino a una velocità di 1,40 scatti al secondo, in formato JPEG e di 0,8 scatti al secondo in formato RAW (0,7/s con il RAW+JPEG).

Prestazioni non certo esaltanti (per le foto d’azione meglio procurarsi una reflex, anche economica), anche se il buffer di memoria scarica rapidamente le foto, perciò si può andare avanti a scattare senza doversi interrompere per permettere al buffer di scaricare i file sulla scheda.

Le prestazioni della macchina in fase di dowload dei file, invece, sono eccellenti.

Per la nostra prova abbiamo utilizzato una scheda Lexar Pro SDHC 133X.
Lo slot di memoria della Canon PowerShot G10 accetta schede SDHC/SD/MMC. Consigliamo di acquistare subito (la confezione della macchina non comprende la scheda di memoria) una scheda veloce e capiente, meglio se con una capacità di 4-8 GB, perché le foto salvate in JPEG SuperFine occupano circa 6,5 MB, mentre quelle salvate in RAW, 21,5 MB (25 MB in modalità RAW+JPEG).

Autonomia

Le prestazioni della batteria montata sulla Canon G10 - ricaricabile agli ioni di litio - sono eccellenti. In condizioni normali – cioè utilizzando il display LCD per inquadrare – l’autonomia è di circa 400 scatti per ricarica. Si arriva tranquillamente a più del doppio se si spegne lo schermo e si inquadra con il mirino (un “accessorio” che si rivela utile anche quando siamo a corto di corrente).


 

 

 



Prova Canon G10 - Funzioni e Software

Comandi manuali - La Canon PowerShot G10 è una compatta speciale. Tra i suoi punti di forza, la velocità dell’otturatore – da 15 a 1/4000 di secondo (quello della G9 si ferma a 1/2500 di secondo), la possibilità di scattare le foto in formato RAW (l’immagine è personalizzabile a piacere durante la conversione in postproduzione; con il RAW emergono più dettagli nell’immagine) e i classici controlli manuali per l’esposizione (priorità tempi/diaframmi, program e manuale) accanto a quelli automatici.
La G10 dispone inoltre di una rotella dedicata al settaggio della sensibilità ISO e di un’altra dedicata alla compensazione dell’esposizione. L’utente ha a disposizione anche due modalità personalizzabili.

Stabilizzatore d’immagine - La macchina incorpora un vero stabilizzatore, che funziona bene ed aiuta ad evitare le foto mosse (molte compatte offrono solo uno “stabilizzatore digitale, che si limita ad alzare gli ISO, quando la luce è scarsa, per ridurre il tempo di scatto).

i-Contrast mode – E’ la tecnologia Canon che promette di migliorare le ombre. Funziona, ma nelle immagini molto contrastate non bisogna attendersi miracoli.

Sensibilità – La G10 offre un range della sensibilità tra ISO 100 e ISO 1.600. C’è in più la modalità High sensitivity che permette di arrivare fino a ISO 3.200.

Face detection
– La tecnologia per il riconoscimento e l’ottimizzazione in automatico dei volti nell’immagine è stata perfezionata. La macchina ora riconosce i volti anche se non perfettamente frontali e in più offre Face Detection per gli autoscatti: la macchina scatta automaticamente due secondi dopo aver rivelato l’ingresso di un nuovo volto nell’inquadratura.

Registrazione Video
– Anche su questo fronte un progresso. Non in termini di risoluzione (così come la G9, anche la G10 registra filmati VGA a 30 fps, con sonoro) bensì in termini di formato di compressione. Al posto dell’ AVI presente sulla G9, qui c’è il formato H.264 MOV, che permette di risparmiare spazio sulla memoria a parità di durata e qualità del filmato.


 

 

 

 



Prova Canon G10 - Qualità dell’ Immagine

Nel corso della nostra prova sono emerse note positive e altre negative in merito alla qualità delle foto prodotte con la G10. Prima di tutto, tanta risoluzione: i 14,7 megapixel del sensore si vedono tutti; le immagini mostrano più dettagli rispetto a qualunque altra compatta finora testata.

I colori
Sono riprodotti fedelmente, con una saturazione di default (che può essere ampiamente corretta in macchina) contenuta. Anche l’incarnato, nei ritratti, è abbastanza fedele (rosso saturo).

Il range dinamico
E' modesto e la macchina, se mostra dettagli nelle ombre, tende a bruciare i bianchi.
Scattando in RAW è intervenendo in postproduzione si migliorano un po’ le cose, ma soltanto un po’. Il RAW permette anche di ottenere dettagli più fini rispetto al pur apprezzabile JPEG.

Qualità dello Zoom
Lo zoom mostra un certo grado di aberrazioni cromatiche ai bordi dell’immagine se utilizzato sul grandangolo. Con il tele le aberrazioni sono leggermente più evidenti e si perde anche un po’ di dettaglio (immagini soft).
La distorsione a barilotto è evidente sul 28 mm, che sforna immagini soft negli angoli. La distorsione sul tele, invece, è assolutamente trascurabile.

Canon G10 Rumore
E’ un argomento di cui ultimamente si discute spesso. L’adozione del processore Digic 4 è stata una mossa sufficiente a contenere il rumore della G10 più o meno sui livelli dei precedenti modelli della serie G. Già a 200 ISO, però, l’intervento della riduzione del rumore porta via dettagli. A ISO 400 il rumore (grana) comincia a incidere in modo evidente. Se si sale ancora con la sensibilità, bisogna poi accontentarsi di stampaìe digitali in piccolo formato, altrimenti perdita di dettagli, grana e rumore (chroma) sono lì, in bella vista.

Le Foto del Test

canon g10 esposizione

Test esposizione e dettaglio
ISO 200
1/125
f/3,2

canon g10 crop 1

canon g10 crop 2

A questi livelli di sensibilità la Canon G10 risponde benissimo. Esposizione corretta e dettaglio anche agli estremi dell'immagine.

canon g10 contrasto scura

Test contrasto
80 iso
1/250
f/4,0

canon g10 contrasto chiara

A 80 ISO non c'è grana, colori corretti, dettaglio. La macchina dà la preferenza alle luci e soffre un po' nelle ombre, ma è bastato un piccolo intervento con Photoshop (seconda immagine) per rimettere le cose a posto.

prova g10 macro 1

Test Macro 1
800 iso f/5,0 1/60

Test Macro 2 + Stabilizzatore
200 iso f/5,0 1/10

prova g10 macro 2

Due scatti in macro con luce morbisa. La Canon PowerShot G10 se la cava davvero bene in macro dimostrando anche l'efficienza del suo stabilizzatore: 1/10 di secondo con la macchina in mano.

g10 prova tenuta ai bordi

Test tenuta i bordi
200 iso 1/10 f/5,6 28 mm

g10 tenuta crop 1

g10 tenuta crop 2

L'immagine sembra corretta: prato verde corretto, giusto contrasto, foto croccante. Ma quando si "gratta" saltano fuori le magagne: agli estremi del fotogramma l'immagine è un po' impastata.

Test purple fringing
800 iso f/4,0 1/640

canon g10 purple fringing

g10 purple fringing crop

Il difetto purple fringing sulla G10 è trascurabile.

g10 statale

200 ISO 1/30 f/5,6
Il range dinamico limitato emerge in questo scatto. La G10 si è mangiata le medie e alte luci.
Lo stabilizzatore, invece, fa il suo dovere, a 1/30 di secondo e macchina in mano.


 

 

 

 

 



Prova Canon G10 - Giudizio

Ancora una volta Canon è riuscita, a nostro avviso, nel suo intento: offrire agli appassionati di fotografia quella che, complessivamente, risulta essere oggi la migliore compatta digitale sul mercato. Era già accaduto prima con la G9, ma la G10 offre all’appassionato qualcosa in più. Prima di tutto lo zoom che parte dal 28 mm e aumenta le possibiltà di ripresa: si perde qualcosa sul tele rispetto alla G9, bisogna accettare la distorsione a barilotto sul grandangolo, ma il cambio, tutto sommato, è vantaggioso.
Poi l’ottimo display LCD, brillante e con tanta risoluzione (461k punti), accompagnato da un mirino ottico ancora imperfetto ma migliore di quelli visti finora su una compatta.
La G10 consente di fotografare sia in JPEG, sia in formato RAW, ha tutti i controlli manuali e la slitta per i flash aggiuntivi. In termini di autonomia la nuova PowerShot surclassa il modello precedente, con circa 400 scatti per carica.

Il tutto assemblato in un corpo solido e pesante, con comandi e presa accettabili su una macchina di queste dimensioni: non da taschino, ma da tascone si.
I due megapixel (e rotti) in più rispetto alla G9? Francamente non ne sentivamo l’esigenza, ma diamo atto agli ingegneri della Canon di esser riusciti a mantenere il rumore più o meno sui livelli della G9. Certo, sarebbe stato meglio poter disporre della medesima risoluzione, ma con un livello di rumore ridotto. Purtroppo il marketing ha le sue leggi e i megapixel, a quanto pare, sono ancora un buon sistema per promuovere le macchine.
La qualità delle foto che si possono scattare con la Canon G10 è ottima quando si lavora in RAW, con bassi valori di ISO e a tutta apertura. Le cose non vanno altrettanto bene quando si sale oltre i 200 ISO, oppure quando si lavora con il diaframma chiuso. La perdita di dettagli è progressiva e considerevole già a 400 ISO.
L’adozione del processore d’immagine DIGIC 4 ha portato miglioramenti sul piano della velocità del sistema autofocus e sul tempo di avvio, ma per per le foto d’azione la G10 è ancora una macchina lenta: più di un secondo a foto, 1,5 scattando in Raw + JPEG.

Chi apprezza la possibilità di utilizzare la fotocamera anche per registrare i video, si lamenterà per l’assenza della modalità HD (alta definizione), che altre compatte di minor pregio invece offrono. Con la G10 bisogna “accontentarsi” di registrare video in VGA a 30 fps, con sonoro. Il formato di compressione adottato, H.264 MOV, permette di risparmiare spazio sulla scheda.
Questo per essere pignoli, ma il giudizio finale sulla G10 pende decisamente sul piatto positivo della bilancia: robustezza, ergonomia, RAW, risoluzione, controlli manuali, super display e mirino ottico. Non manca proprio nulla.

La G10 ha però nella Panasonic LX3 un’agguerrita concorrente: più piccola, più leggera, con comandi meno pratici da azionare e priva di mirino, ma con uno zoom eccellente e luminoso, più esteso sul grandangolo (24 mm equivalente), meno esteso sul tele ( solo 60 mm equivalente), ma con luminosità f/2.0-2.8 contro f/2.8-4.5 della G10.
Le due migliori digitali compatte oggi sul mercato sono prima di tutto due splendidi oggetti per appassionati. Certo, il bello si paga: con quel che si spende per una G10 o per una LX3 si porta a casa una reflex digitale con lo zoom standard, più pratica, più veloce, versatile e capace di produrre stampe migliori. Ma la G10 e la LX3 non sono fotocamere digitali compatte per principianti o per chi vuole risparmiare.

PRO

Costruzione robusta
Tanta risoluzione
Zoom dal 28 mm
Ergonomia comandi
Formato RAW
Pulsanti personalizzabili
Presenza del mirino ottico
Ottimo display LCD
Buffer di memoria capiente
Lente di conversione tele
Custodia subacquea WP-DC28 dedicata

CONTRO

Macchina lenta
Perdita di dettagli già a 200 ISO
Disturbo a 400 ISO
Range dinamico limitato
Distorsione a barilotto sul grandangolo

 

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