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Olympus E-P1 Foto Test e Prime Impressioni

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Olympus E-P1 Foto Test e Prime Impressioni
Olympus E-P1 Foto Test


di Gianni Viviani

C’è voluto un tempo lunghissimo, quasi infinito (ricordiamoci che siamo nell’nell’era frenetica del digitale), ma fa niente: ora la macchina fotografica digitale compatta, priva di specchio, con due piccoli obiettivi intercambiabili e tanto charme è qui, pronta a farsi desiderare, pronta, posso testimoniarlo, a far felici anche gli appassionati esigenti.

still life ep1

E’ stato un incontro breve ma intenso quello con la Olympus E-P1 per le strade di Berlino, il 16 giugno, nel corso della presentazione alla stampa europea. Ho avuto poi modo di meditarci su, di osservare attentamente le tante foto che ho scattato e racconto volentieri le mie prime impressioni.

Il senso del progetto Micro Quattro Terzi

I negozi sono pieni di fotocamere compatte. Molte vanno bene per scattare qualche foto ogni tanto, in famiglia, in viaggio. Altre, poche per la verità, offrono molto di più: ergonomia, robustezza, display leggibili, autofocus affidabili, zoom estesi...
Tra le fotocamere compatte però oggi solo la Canon G10 e la Panasonic LX3 meritano di essere considerate “da appassionati” (intriganti sono anche la Ricoh GRII e la Sigma DP2).
Allora perché una nuova famiglia di fotocamere? Perché una macchina fotografica con dimensioni compatte, una qualità delle foto perlomeno buona e un corredo di obiettivi intercambiabili fino a ieri non c’era.

Design che non passa inosservato

La Olympus E-P1 forse non è piacerà a tutti. Per me è davvero bella. Sarà perché mi ricorda, nel look retrò, la vecchia Pen F che custodisco gelosamente nell’armadio. Sarà per via delle forme pulite, della buona impugnabilità, di tutte quelle cose inutili di cui, per fortuna, gli ingegneri di Olympus hanno volutamente fatto a meno.
La macchina è compatta, ma non “invisibile” e neppure tascabile. Il profilo è sottile ma là davanti c’è un obiettivo che combatte con la tasca dei pantaloni.
Si, anche il sottile “pancake” 17 mm sporge un po’. Decisamente di più però sporge lo zoom 14-42 mm che pur è collassabile. Ad ogni modo, macchina e obiettivo insieme hanno uno spessore inferiore a quello del corpo di una piccola reflex digitale. Per non parlare del peso: poco più di 450 grammi per la E-P1 pronta all’uso (batteria e memoria SD negli appositi alloggi) e completa di 17 mm.

La nuova macchina si impugna bene: pochi e ben disposti i comandi, in alto e sul dorso. Un difetto? La rotella in alto a destra. E’ facile muoverla inavvertitamente, con il pollice ma anche soltanto sfregando la macchina sul corpo quando ce l’abbiamo appesa al collo.

La rotella delle modalità, essenziale, è “annegata” nella parte alta della macchina, a sinistra. In mezzo la slitta per il flash aggiuntivo (manca il flash incorporato) e a destra, nell’ordine, i pulsanti per sistema anti polvere, accensione/spegnimento, scatto e settaggio EV. Tutto ben fatto, tutto pulito. Con il pulsante di scatto ho trovato subito il feeling.

Argento o Bianca?

E’ questione di gusti. A me è piaciuta molto la versione argento-nero. La versione bianca-marrone fa molto glamour, festa mondana, specie se corredata della custodia pronto “cabriolet”.

E’ stata Panasonic ad aprire le danze nel formato Micro Quattro Terzi, con due modelli - le Lumix G1 e GH1 – però ispirati alle “bridge” e perciò alle reflex (impugnatura solida, mirino elettronico, ma anche minor portabilità rispetto alla EP1).
Olympus ha abbracciato una filosofia diversa altri potrebbero presto seguire. Insomma, la Olympus E-P1 è la prima vera fotocamera digitale compatta a obiettivi intercambiabili, ma non sarà di certo l’ultima.
Panasonic farà vedere qualcosa e così pure Samsung, con la serie NX. Gli altri, i grossi nomi, staranno a guardare? Sono pronto a scommettere che non sarà così.

La tecnologia in sintesi

Design a parte, la E-P1 offre risoluzione in abbondanza (il sensore LIVE-MOS è da 12,3 megapixel), controlli manuali, stabilizzatore, SuperSonic Wave Filter per la rimozione automatica della polvere, supporto al formato RAW, Art Filters creativi e la registrazione video HD. Face detection riconosce e ottimizza fino a 8 volti nella scena.

Formati

Si può scattare in formato 4:3, oppure 3:2, 16:9 (ideale per rivedere le foto su un televisore ad alta definizione) e 6:6. C’è di che scegliere.

Display LCD e niente Mirino

La Olympus E-P1 è priva di mirino (ottico o elettronico che sia), perciò per inquadrare bisogna fare affidamento sul solo display LCD, che è grande (3 pollici di diagonale) ma non ha una tanta risoluzione: “solo” 230.000 pixel. Per fortuna è del tipo HyperCrystal, perciò la lettura è discreta, anche se non ottimale, specie con la messa a fuoco manuale.

Certo un bel mirino, su una macchina di questa fattura, avrebbe completato l’opera. D’accordo che ci siamo abituati all’idea di reggere la fotocamera là davanti, di inquadrare in qualche modo, ma insomma...
I dirigenti di Olympus hanno confessato di aver meditatato a lungo sull’adozione o meno di un mirino e di aver infine scelto di non montarne alcuno sulla E-P1 per non incidere sul design e sugli ingombri della macchina.
Ci sarà un mirino integrato su una delle prossime versioni? Scommetto di si.

Tra gli optional della E-P1 c'è un mirino ottico aggiuntivo, che però va bene solo con il 17 mm. Se acquistato in kit con la macchina ha un prezzo, preso a parte costa salato. Meglio pensarci subito perciò.

Esposizione

La macchina dispone di un nuovo sistema esposimetrico Matrix 18x18 (324 aree separate) con cinque modalità di funzionamento: ESP multi pattern, pesata al centro e spot, più spot alte luci e spot ombre.
Accanto alle classiche modalità di scatto (Program, Apertura, Tempi, Manuale), la E-P1 offre la funzione iA (Intelligent Auto): fa tutto la macchina dopo aver analizzato la scena.
Non mancano le modalità Scena, che tanto successo riscuotono tra i principianti alle prese con le compatte. Sono ben 19 e includono situazioni particolari quali Nature Macro, Candle, Panorama, Fireworks, Beach & Snow. Però è un peccato utilizzare la nuova Olympus così.

I primi obiettivi dedicati

Ho provato la Olympus E-P1 con lo zoom standard Zuiko 14-42 mm f/3.5-5.6 (equivalente sul formato 35 mm, a un 24 - 84 mm: il fattore di conversione per le lenti della E-P1 è 2:1) e con il 17 mm f/2.8 “pancake”.
Lo zoom copre un range interessante: foto d’interni, paesaggio, ritratto. Non è un campione di luminosità e neppure di robustezza, ma fa più che onestamente il suo lavoro. Il tallone d’Achille è la messa a fuoco, decisamente lenta, almeno con l’esemplare che mi hanno messo a disposizione durante la presentazione stampa.
Olympus ha promesso che presto arriveranno altri obiettivi dedicati. Magari un 20 mm equivalente e un piccolo tele...

Nella pagina che segue alcuni test e le nostre considerazioni sulla qualità delle immagini.




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