Prova Nikon D90
| Indice |
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| Prova Nikon D90 |
| Corpo Macchina |
| Velocità |
| Funzioni |
| Qualità dell'Immagine |
| D90 Giudizio |
Prova Nikon D90 - Introduzione
di Gianni Viviani
La Nikon D90 è una reflex che ha fatto tanto parlare di se prima ancora di mostrarsi in pubblico. Erede della ottima D80 – la macchina della svolta di Nikon, forte di un prezzo accessibile ma tratti quasi da reflex semi-professionale - la D90 è stata progettata prima di tutto per le migliaia di appassionati che hanno adoperato e adoperano ancora oggi con soddisfazione la D80 e per quelli che avrebbero voluto farlo ma non avevano un budget sufficiente per portarsela a casa.
La D90 è certamente una macchina per nikonisti, ma non solo: oggi dobbiamo essere pragmatici, la tecnologia digitale ha trasformato le macchine ma anche i fotografi, un po’ meno “tifosi”, un po’ più attenti alla qualità reale del prodotto, a prescindere dal marchio.

Della D80, la Nikon D90, oggetto della nostra prova, conserva l’anima: una reflex dal corpo compatto eppure solido, capace di farsi apprezzare tanto dai principianti quanto dagli appassionati. Una reflex amatoriale? Si, per caratteristiche e prezzo (però tra i più alti della categoria). No per via del fatto che una macchina così confezionata può tranquillamente sostituire l’ammiraglia del professionista quando la situazione lo richiede.
Tra le reflex consumer di alta gamma la Nikon D90 è oggi la più cara e di questo bisogna pur tenere conto. Deve vedersela con concorrenti consumer di ottimo livello, anche se meno fornite di “gadget”, e con reflex semi-professionali che offrono qualcosa in più e non costano poi una fortuna.
Sul tavolo della partita la D90 mette il corpo macchina - che è progettato davvero bene, si lascia impugnare saldamente e, in quanto a ergonomia, è certamente superiore a quello di altre reflex estremamente compatto come, ad esempio, la Canon 450D, o la più recente 500D - il doppio display, cosa rara tra le reflex consumer (il più grande ha una diagonale di 3 pollici e 900.000 punti di risoluzione) e un sensore CMOS, prodotto da Sony su specifiche Nikon, che ha già dato ottima prova di se sulla semi-professionale D300. La risoluzione – 12,3 megapixel - copre le esigenze (stampe di qualità in formato poster incluse) del 99 per cento dei fotoamatori.
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Ottima anche anche quando si fotografa con poca luce, la Nikon D90 permette di salire con la sensibilità fino a ISO 6400. E quanto alla velocità poi, è ai massimi livelli nella categoria: fino a 4.5 foto al secondo.
Per le riprese in condizioni particolari c’è la modalità Live View (si inquadra nel display LCD) accanto a quella classica che sfrutta il mirino ottico.
Tutto ciò potrebbe già di per se bastare, ma la la D90 ha un’altra freccia al suo arco: è la prima reflex digitale lanciata sul mercato capace di registrare anche video HD, cioè in alta risoluzione. Nikon ha battuto sul tempo Canon, anticipando la EOS 5D Mark II e aprendo la strada allo sviluppo della tecnologia per i filmati, che sembra essere oggi un plus irrinunciabile per tutte le case costruttrici di reflex digitali.
La confezione della Nikon D90 è sufficiente, ma certo non ricca. La scatola contiene batteria e caricabatterie, tracolla e protezione in plastica per il display. Assenti invece il telecomando, il cavo Hdmi, per il collegamento diretto della reflex a un televisore ad alta definizione e, purtroppo, anche un software decente per la conversione del formato RAW (Picture Control è limitato; NikonTransfer e ViewNX servono, rispettivamente, al trasferimento sicuro dei file e ad archiviare le foto). Canon su questo fronte straccia Nikon, che mette si a disposizione dei suoi fan il software Capure NX, ma lo fa pagare a parte.
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