Prova Nikon D90 - Velocità
| Indice |
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| Prova Nikon D90 |
| Corpo Macchina |
| Velocità |
| Funzioni |
| Qualità dell'Immagine |
| D90 Giudizio |
Nikon D90 - Velocità
Nella fascia dei modelli consumer la Nikon D90 è una reflex digitale decisamente veloce. La macchina è pronta a scattare in pochi decimi di secondo, cioé subito. In un tempo quasi altrettanto rapido si spegne ed è pronta per l’estrazione della scheda di memoria. Rapidissimo anche il tempo di visualizzazione della foto appena scattata.

Supportata da un discreto buffer di memoria e dal processore Nikon XSpeed la D90 riesce a scattare – in modalità scatto singolo - con una cadenza di circa 3 foto al secondo sia in JPEG, sia nel ben più pesante formato RAW.
In modalità scatto continuo la cadenza arriva fino a 4,5 foto al secondo in JPEG e poco meno in RAW o RAW+JPEG (per un massimo di 20 scatti in JPEG, 10 in RAW e 9 in RAW+JPEG).
Il sistema di messa a fuoco Multi-CAM 1000 11-point 3D tracking della D90 è leggermente più veloce di quello già ottimo della D80, sia in modalità normale che con il prefuoco (rispettivamente, circa 2 decimi di secondo e 6-7 centesimi di secondo). Il sistema è preciso in tutte le condizioni, il migliore in questa categoria.
Messa a fuoco in Live View
Quando si utilizza il display della macchina per inquadrare le cose cambiano. La D90, infatti, impiega un sistema di messa a fuoco a contrasto che richiede più di 2 secondi per compiere l’operaione. Utilizzando il prefuoco si può ridurre questo tempo ad un quarto, ma certamente la modalità Live View, se può tornare utile in certe situazioni, non si presta per le foto d’azione (gli esperti già lo sanno, gli altri forse no...).
Per il trasferimento dalla macchina al computer delle immagini registrate si può contare su una connessione USB veloce.
Complessivamente, dunque, una reflex digitale consumer davvero “scattante”, pronta all’avvio, con un ritardo minimo allo scatto e in grado di misurarsi anche con la fotografia sportiva. Certo, il mercato offre reflex digitali ancora più veloci, che costano però di più e che, in fondo, sono indicate solo per una quota minima sia degli appassionati sia dei fotografi professionisti.





