Butto la Fotocamera Compatta dalla Finestra?
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| Butto la Fotocamera Compatta dalla Finestra? |
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Tutte le macchine fotografiche digitali sono in grado di scattare una bella foto, non in tutte le circostanze però. Conoscere i limiti dello strumento fotografico che utilizziamo vuol dire ridurre il rischio di spiacevoli sorprese.
L’ideale sarebbe poter disporre della macchina più adatta a ciascuna situazione di ripresa. Questo non è sempre possibile, ecco perché la conoscenza dei limiti della macchina e qualche “trucco” per sfruttarla al meglio, possono essere d’aiuto.
Dieci consigli per tirar fuori il massimo dalla nostra Fotocamera Digitale Compatta
1. Problema: espressioni infelici nei ritratti, elementi estranei nell’inquadratura, composizione sbilanciata
Soluzione: Vietato Risparmiare!
Quando si fotografava con la pellicola (lo si fa ancora, per carità, solo meno di frequente) il “risparmio” era un concetto sacrosanto: risparmio sulle pellicole, risparmio sugli sviluppi. Solo chi fotografava per mestiere poteva permettersi un gran numero di rulli (non sempre, ricordo ancora le urla dell’art director di una prestigiosa rivista che pretendeva di mandarmi all’estero, per un reportage, con un rullino: “Non sarai uno di quelli che usano il motore!”).
Oggi è diverso. Possiamo scattare quanto ci pare e la spesa resta sempre la stessa. Allora perché non farlo? Perché non controllare la foto sul monitor dopo lo scatto: se qualcosa non è andata per il verso giusto (taglio dell’inquadratura, esposizione, fuoco ecc.) scattiamo di nuovo (sempre che il soggetto, nel frattempo, non sia scappato via, naturalmente).
I fotografi professionisti hanno talento, grande esperienza, trucchi del mestiere e attrezzatura di primordine, ma uno dei loro “segreti” è scattare e scattare ancora, senza risparmio. Il cliente, poi, vedrà solo le foto migliori. Quelle sbagliate, banali, che certamente ci sono, non le vede nessuno.
Scattare, scattare, scattare! (e controllare costantemente il risultato).
2. Problema: scarsa qualità delle foto
Soluzioni: massima risoluzione, minima compressione in JPEG, formato RAW, no allo zoom digitale, leggere il manuale
Sembra impossibile, ma non sono pochi i fotografi principianti che scattano senza controllare nei menù se la macchina è settata sulla massima risoluzione e sulla miglior qualità di JPEG(minore compressione). Meglio sincerarsene.
Non tutte le fotocamere compatte lo supportano ed è un peccato, perché il formato RAW (i dati “crudi” dell’immagine, prima dell’intervento della conversione all’interno della fotocamera) consente di cavare il massimo in termini di qualità dell’immagine.
Il RAW pone però anche una serie di problemi (peso maggiore dei file, necessità di uno spazio maggiore sulla scheda di memoria e sul disco del computer, software indispensabile per la conversione, tempo speso nella conversione, rallentamento nel funzionamento della macchina), ma una volta che si impara a gestirlo si impara anche ad apprezzarlo.
Aumentare la compressione del JPEG, per risparmiare spazio, ha senso solo se sappiamo già che utilizzeremo le foto su supporti a bassa risoluzione (pagine Internet, visione sul monitor...).
Sono ancora tanti i fotografi che si lasciano incantare dallo zoom digitale. Meglio lasciar perdere perché il rovescio della medaglia è un peggioramento netto della qualità della foto.
Una pulitina ogni tanto alla lente dell'obiettivo male non fa.
Per molti la lettura del manuale d’uso è una grande seccatura. Vero, ma la complessità dei settaggi, delle funzioni, anche della più semplice tra le fotocamere, è tale che val davvero la pena di dare perlomeno una lettura veloce al manuale. Si scoprono un sacco di cose interessanti.
Il concetto “Point and Shot” (togli la macchina dalla scatola, inquadra e scatta) può andar bene, ma solo se il fotografo si accontenta di risultati modesti.
3. Problema: disturbo nelle foto, immagini soft, perdita di dettagli
Soluzione: Tanta Luce
Quando si fotografa con poca luce le fotocamere compatte mostrano i loro limiti e producono risultati (qualità delle foto) nettamente inferiori a quelli di cui sono capaci le reflex. Il problema sta tutto nelle dimensioni ridotte del sensore e perciò dei singoli pixel. Negli anni la densità dei pixel è andata crescendo: più megapixel ma sempre su piccoli sensori e questo, con poca luce e alti valori ISO (sensibilità), si traduce in rumore (elementi estranei nelle foto) e perdita di dettagli (causata dagli algoritmi deputati alla riduzione del rumore).
La compatta dà il meglio di se a 100-200 ISO. A 400 ISO comincia a mostrare difetti nelle immagini, che diventano davvero pesanti se si sale ancora.
Che fare? Dobbiamo cercare di lavorare sempre con la sensibilità impostata su valori bassi. Se lasciamo decidere alla macchina (Auto ISO), quando scattiamo con poca luce, corriamo il rischio di tornare a casa con foto piene di difetti.
Le migliori compatte offrono comandi dedicati al settaggio degli ISO, che sono altrimenti reperibili all’interno dei menù.
Posizionando la fotocamera compatta su un cavalletto o su un supporto stabile (basta un tavolo, o il tetto della macchina) riusciamo ad evitare il mosso anche con un tempo di posa più lungo e questo permette di mantenere bassa la sensibilità.
In tutte le siuazioni in cui è indispensabile lavorare con la sensibilità sui valori più alti di 400 ISO è bene dotarsi di una reflex, anche la più economica (oppure di una delle recentissime compatte a ottiche intercambiabili).
