Terremoto Giappone: Prezzi Fotocamere Su e Consegne in Ritardo
Il terremoto e lo tsunami che lo scorso 11 marzo hanno colpito il Giappone, oltre a causare migliaia di vittime e i ben noti problemi alle centrali nucleari, hanno comportato danni diretti e indiretti alle fabbriche del paese e, in particolare, a quelle dei prodotti elettronici. Questo ha già degli effetti pratici per i consumatori di tutto il mondo. Le reflex digitali Nikon e gli obiettivi Nikkor venduti su B&H (fornitissimo e gettonato negozio online), ad esempio, sono saliti di prezzo. Ritocchi verso l'alto sono previsti dagli esperti un po' per tutti i marchi nei prossimi mesi.
Ma non c'è solo la questione dei prezzi. A preoccupare sono i rinvii e i ritardi nella commercializzazione dei nuovi prodotti. Canon Japan ha pubblicato sul suo sito un comunicato nel quale chiede scusa ai consumatori per il rinvio dell'inizio della commercializzazione di tre obiettivi EOS professionali - EF300mm F2.8L IS II USM, EF400mm F2.8L IS II USM, Fish EF8-15mm F4L USM - inizialmente previsto per marzo 2011 e ora rinviati a "data da destinarsi".
L'intrigante compatta con sensore APS-C Fuji X100 viene consegnata ai negozi col contagocce, tanto che su eBay i fortunati che sono riusciti ad averla per primi provano a guadagnarci offrendola a un prezzo fino a due volte e passa il prezzo di listino (2600 contro 1200 dollari).
Nikon ha ufficialmente comunicato che uno dei suoi dipendenti della fabbrica di Sendai è tra le vittime del terremoto. Tra i dipendenti degli altri marchi nessuna vittima, ma numerosi feriti. L'impianto Nikon di Tochigi ha subito seri danni ma dovrebbe ripartire entro la fine di questo mese.
Il portavoce di Sigma in Gran Bretagna ha parlato di "danni non seri" alla fabbrica di Aizu Wakamatsu, nella prefettura Fukushima, ammettendo però forti difficoltà nell'approvvigionamento dei componenti.
Le fabbriche in cui Canon produce le sue fotocamere si trovano nell'isola di Kyushu, perciò lontano dall'area della tragedia, ma la fabbrica degli obiettivi è a Utsunomiya, Tochigi, a sud di Fukushima. Qui l'attività è stata sospesa (tra l'altro, 15 dipendenti sono rimasti feriti). Chiuso e non si sa quando riaprirà, anche lo stabilimento che a Fukushima produce le stampanti inkjet Pixma.
Non va meglio a Sony, che ha bloccato, intanto per tutto il mese di marzo, la produzione negli impianti di Aichi e Gifu (fotocamere compatte e reflex digitali Alpha), non per via dei danni ma per l'impossibilità di reperire i componenti.
Stop alla produzione anche nelle fabbriche Olympus di Shirakawa e Tatsuno (dove si producono le reflex digitali.
Si è parlato della possibilità, per alcuni marchi, di spostare la produzione all'estero. Nikon e Olympus, del resto, producono già in Cina e Tailandia. Ma Il problema più grosso è quello della difficoltà a reperire i componenti: non si trovano sensori, memorie, vetri ottici, schermi LCD.




