RAW contro JPEG: quale Formato per le Nostre Foto?

I bene informati ormai lo sanno: “Il RAW è meglio del JPEG!”. E’ vero? Si e no: la risposta non può non tener conto dell’esperienza e delle necessità reali del fotografo, del tempo che ha a disposizione, del budget per computer e software, dell’attrezzatura fotografica.
Sono poche, ad esempio, le fotocamere compatte che ci consentono di scattare in RAW e quelle che ci riescono non lo fanno senza pagare un pegno: scatti in sequenza a velocità ridotta, buffer di memoria subito pieno con conseguente blocco della macchina fino al completo svuotamento, ecc.

La scelta del nostro formato ideale è qualcosa che deve precedere l’acquisto della macchina, altrimenti corriamo il rischio di ritrovarci con una fotocamera limitata al JPEG e perciò incapace di farci di provare l’ebbrezza del RAW, oppure con una macchina che ci è costata più del necessario per via della presenza di un formato, il RAW, di cui non abbiamo bisogno.

Che uso intendiamo fare dei nostri scatti? Li trasformeremo in stampe ricordo da condividere in famiglia, li metteremo online sul nostro sito, o sui Social Network (Flickr, Facebook, Myspace)? Oppure vogliamo di più, vogliamo il massimo: foto commerciali, opere d’arte?

1. RAW e JPEG – Che cosa sono?

RAW e JPEG sono due tra i più popolari formati per le immagini. Il formato RAW rappresenta i dati “crudi” della foto, quelli raccolti dal sensore al momento dello scatto e solo marginalmente manipolati all’interno della fotocamera.
Il formato JPEG è un formato compresso ottenuto attraverso la manipolazione di alcuni parametri della foto – contrasto saturazione, sharpening (definizione)... – che la macchina fotografica mette in atto automaticamente.

2. Si possono stampare foto di qualità partendo dal formato JPEG?

Certamente si, di ottima qualità. Basta selezionianare nel menù della nostra macchina la massima qualità JPEG disponibile e scattare con cura la foto. Da un file JPEG corretto dal punto di vista dell’esposizione, della messa a fuoco, del bilanciamento del bianco, possiamo tranquillamente ottenere stampe digitali di qualità, anche in grande formato.

3. Il vantaggio evidente del formato RAW

Scattare in RAW vuol dire semplicemente avere una marcia in più, poter contare su un numero molto superiore di dati (in particolare con le macchine che consentono di lavorare a 14 bit) sui quali possiamo intervenire in fase di conversione del file.
A parità di immagine (per un rapido test comparativo basta sistemare la macchina su un cavalletto e scattare due foto della medesima inquadratura, nelle stesse condizioni di luce, una in RAW, una in JPEG) il file in RAW porterà sempre a una stampa di maggiore qualità.

In fase di conversione potremo intervenire, ad esempio, sul bilanciamento del bianco, sulla gamma colori e sul range dinamico dell’immagine, migliorando il risultato sia nelle luci sia nelle ombre.

4. Gli svantaggi del formato RAW

L’utilizzo del formato, però, non offre solo vantaggi. Ecco un rapido elenco dei problemi che bisogna affrontare.

Peso dei file – Le foto scattate in RAW non sono compresse e perciò sono molto più pesanti dei file in JPEG. Per fare un’esempio concreto prendiamo una tra le reflex più popolari in questo momento, la Nikon D90.
Se scattiamo in JPEG alla massima qualità (“Fine” ) otterremo con la D90 file del peso di circa 6 MB, per arrivare infine ai 17 MB dei file RAW + JPEG alla massima qualità.

Basta attrezzarsi e il peso non è più un problema. Ma bisogna considerare fin da subito l’acquisto di schede di memoria di grande capacità, di computer con hard disk capienti, di trasferimenti via ftp per lavori professionali.
Quando si manipolano poche immagini in RAW la potenza del computer non è un problema, basta aspettare. Ma quando le immagini sono tante, allora è indispensabile un computer potente.

Conversione del formato RAW – La conversione dei file RAW richiede un software specializzato e un po’ d’esperienza. Niente di trascendentale, per carità, ma chi non vuole perder tempo, non ha dimestichezza con i software oppure è dominato dalla fretta, farebbe meglio a utilizzare il più comodo JPEG.
Sulla carta la conversione non è un problema: esistono software specializzati oltre a quelli forniti nella confezione della fotocamera. Questi ultimi, però non sempre sono all’altezza. Nikon, ad esempio, offre NX2 , software che fa bene il suo mestiere, ma che bisogna pagare a parte (199 euro).

I software specializzati – citiamo Camera RAW, Adobe Photoshop o Lightroom, Apple Aperture, Phase One, DxO – vanno benissimo. Bisogna tenere presente però che le macchine fotografiche digitali appena sfornate non sono supportate dai programmi. Dovremo attendere un po’ di tempo fino al rilascio dell’aggiornamento.

5. Gli svantaggi del formato JPEG

A parte quello già citato, cioé un minor numero di dati e perciò stampe digitali di qualità potenzialmente inferiore, il formato JPEG ha un altro svantaggio: ogni volta che lo salviamo, dopo averlo manipolato, il file degrada progressivamente, per via della compressione. Chi è ignaro della cosa rischia di ritrovarsi, dopo tre o quattro passaggi, con una foto fortemente deteriorata.

Per fortuna c’è un rimedio ed è anche semplice: basta lavorare sempre (ogni volta che vogliamo applicare qualche modifiche/correzioni) su una copia del file originale che resta in archivio alla massima qualità ed è pronto per ulteriori modifiche.

Se utilizziamo i file RAW, invece, non dobbiamo preoccuparci di nulla. Dopo la conversione avremo un nuovo file – con il suo bel nome - pronto all’uso (stampa digitale o altro) e disporremo sempre del RAW, il “negativo digitale” di partenza.

6. Perché scegliere il JPEG

Comodità - Per questioni di comodità innanzitutto: il JPEG esce bell’e pronto dalla macchina fotografica digitale. Possiamo osservarlo, stamparlo immediatamente, spedirlo agli amici via e-mail, inserirlo in una cornice digitale...

Si risparmia spazio – Le foto in JPEG occupano meno spazio perché sono più leggere, non “intasano” un hard disk limitato, risparmiano la scheda di memoria che può così contenere un maggior numero di foto (ad esempio quando siamo in viaggio).

Fotocamere Compatte – Le fotocamere compatte vanno benissimo per tante situazioni di ripresa - meglio se in condizioni di luce ottimali e con il soggetto fermo – ma sono comunque strumenti molto lenti rispetto alle reflex digitali.
L’impiego del formato RAW finisce per rallentare ulteriormente la macchina compatta che, nel peggiore dei casi, si “congela” impedendoci di continuare a fotografare finché non è stato completato il trasferimento dei file. Semplicemente, il peso dei file RAW che è eccessivo per i piccoli buffer di memoria e per il processore.
Dunque si agli scatti in RAW con le compatte, ma solo nelle situazioni tranquille: paesaggi, architettura e ritratti meditati.

Fotografo Professionista
– Sembra strano – un fotografo professionista dovrebbe pretendere il massimo dalle proprie foto – ma non sono pochi i professionisti che si affidano al JPEG. Perché lo fanno? Per ragioni di comodità e di velocità quando hanno a che fare con un gran numero di foto.
C’è da dire però che il fotografo professionista ha un grosso vantaggio sul dilettante: l’esperienza gli consente di scattare foto tecnicamente migliori e quindi utilizabilissime per scopi professionali anche se in JPEG.

C’è anche da dire che sul JPEG standard prodotto dalla macchina si può intervenire prima dello scatto modificandone i parametri (ad esempio le le foto sono troppo “soft”, oppure se scattiamo con luci particolari e non ci fidiamo del bilanciamento auomatico.

Il Consiglio

Principianti, dilettanti, fotografi frettolosi, fotografi poco inclini ad approfondire l’uso di programmi comunque non semplicissimi: formato JPEG senza tentennamenti.

Principianti, fotografi professionisti e tutto ciò che sta in mezzo, quando vogliono ottenere foto destinate all’utilizzo sui siti Internet, sui social network, nelle mail: ancora il formato JPEG.

Appassionati e fotografi professionisti che vogliono cavare il massimo dai propri scatti e mettersi alla prova con la “camera oscura digitale”: certamente il formato RAW.

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