Fotocamera digitale: Fattore di Conversione

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I fotografi abituati alla fotocamere tradizionali a pellicola che decidono di fare il grande salto e passare alla fotocamera digitale devono tener conto di un nuovo elemento, molto importante, il Fattore di Conversione.

A determinarlo è la differenza di dimensioni tra la pellicola 35 mm per cui gli obiettivi sono stati progettati (24 x 36 mm) e il CCD (o il CMOS), il sensore montato sulla fotocamera digitale, che fa le veci della pellicola.

Un esempio pratico: facciamo conto di disporre di due ottiche, un grandangolo 28 mm e un medio tele da 100 mm. Quando li montiamo, ad esempio, su una Canon 300D la loro lunghezza focale effettiva cambia e di parecchio. Il 28 mm si comporta come un 44,8 mm, il 100 mm diventa a tutti gli effetti un 160 mm.

Questo perché il sensore della fotocamera digitale in esame ha dimensioni (15,1 x 22,7 mm) inferiori a quelle della pellicola 35 mm (24 x 36 mm) e perciò dobbiamo applicare un Fattore di Conversione 1.6 per ottenere l’effettiva portata delle  due ottiche.

Il Fattore di Conversione è pari a 1 (quindi non determina cambiamenti) per ora solo nella Canon 1 Ds, fotocamera digitale super professionale equipaggiata con un  sensore che ha esattamente le dimensioni della pellicola 35 mm.
Per tutte le altre fotocamere occorre applicare un Fattore di Conversione più o meno grande in relazione alle dimensioni del sensore.

Cosa determina la presenza del Fattore di Conversione? Con gli obiettivi tele la cosa non crea grosse preoccupazioni. Un tele resta un tele, solo con una portata maggiore (la luminosità resta invariata e anche gli ingombri, naturalmente). Quindi può anche essere un vantaggio per il fotografo equipaggiato con una fotocamera digitale..

Diverso il discorso con i grandangolo. Come abbiamo visto, il nostro 28 mm, che fino ad oggi andava benissimo per le foto panoramiche, montato sulla Canon 300D, diventa un "normale", circa un 50 mm. Quindi, per disporre di un  reale grandangolo sulla fotocamera digitale ci occorre un 17 mm (17 x 1.6= 27,2 mm).
Ancora peggio se vogliamo disporre di un grandangolo più spinto, di un 24 mm o addirittura di un 20 mm. dobbiamo ricorrere a ottiche rare e costose.

Per chi si accinge ad acquistare una fotocamera digitale compatta il problema è meno importante. Le ottiche (fissa o zoom) sono già montate sulla fotocamera e perciò non c’è il problema di dover "riciclare" un parco ottiche che già possediamo.

Le fotocamere digitali compatte dell’ultima generazione hanno zoom che partono dal 28 mm (equivalente sul formato 35 mm) e perciò adatte anche alle foto panoramiche. Il problema qui è piuttosto un altro: zoom capaci di spaziare dal medio grandangolo fino al medio tele o a al tele spinto sono purtroppo soggetti a difetti di riproduzione dell’immagine (distorsioni a barilotto sul grandangolo, soprattutto). Per fortuna con i migliori programmi di fotoritocco, come Photoshop, è possibile rimediare in qualche modo alle distorsioni.

Grazie alla presenza de Fattore di conversione la fotocamera digitale compatta può disporre di obiettivi zoom molto potenti e luminosi ma dalle dimensioni  e dal peso estremamente contenuti. Tanta fatica risparmiata quando si viaggia, anche se la qualità degli zoom è inferiore a quella delle ottiche fisse.

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