Fotocamera compatta o reflex digitale: il fotografo della Magnum

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Fotocamera digitale compatta o reflex digitale? Una domanda che ci siamo fatti e si fanno in tanti. Chi cerca una macchina per le foto in famiglia trova presto una risposta: digitale compatta a un prezzo conveniente.
L’appassionato che non ha ancora avuto modo di "giocare" con qualche macchina digitale si arrovella nel dubbio.
Chi è già  un fotografo professionista, o sogna di diventarlo, risponde sicuro: "Molto meglio le reflex digitali".

Ma non è tutto così scontato. A tal proposito vale davvero la pena di leggersi la bella intervista ( in inglese) che Ron Galbraith ha fatto al fotografo Alex Majoli.

Alex Majoli Interview

Majoli, 30 anni, italiano, non è un fotografo qualunque. Le sue foto vanno sulle pagine di Newsweek e Vanity Fair, lavora per la prestigiosa agenzia Magnum e si è già portato a casa alcuni tra i più prestigiosi premi per il fotogiornalismo. Tra questi il "Magazine Photographer of the Year 2004".

La cosa incredibile è che Majoli scatta tutte le sue foto con una macchina compatta digitale Olympus.

"Tutto è cominciato nel 2002 – racconta Majoli, fino ad allora affezionato alle Leica serie M – Ho partecipato al progetto "A Day in the Life of Africa"; Olympus, sponsor del libro, mi consegnò una E-20 e una C-4040 da 4 megapixel chiedendomi di provarle sul campo".

Majoli restò folgorato dalla piccola digitale che si poteva infilare ovunque, era leggera e scattava senza farsi notare.
Oggi Majoli infila nella borsa diversi corpi Olympus C-5050, C-5060 e C-8080. Del resto, come fa notare lui, 6 corpi macchina compatti pesano come due reflex professionali. E poi c’è quel display orientabile a fare la differenza, quando è bene non essere visti.

Con questo corredo Majoli fa tutto e in condizioni, spesso, davvero difficili, in Africa, in Israele, in Iraq, con le pallottole che sibilano e la voglia di…fare in fretta.

"I miei colleghi pensano che sia matto, ma io so quello che faccio" sottolinea Majoli.

Certo, fotografare con le compatte comporta anche non pochi problemi. Il più fastidioso è certamente la lentezza con cui operano queste macchine, specie se confrontate con l’ultima generazione di reflex digitali.
Majoli usa dei "trucchi" che così illustra:

– salvare le immagini in JPEG alla massima qualità; il formato RAW, migliore per qualità e più flessibile, è più pesante sicché alcune compatte – come le pur ottime Olympus C-8080 e Sony 828 – si "congelano" con il RAW.

Il buffer di memoria è insufficiente e la macchina non riesce più a scattare fino all’avvenuto trasferimento dell’immagine sulla scheda di memoria. Altre fotocamere compatte, come la Konica Minolta A200 o la Canon Pro1, se la cavano  con il RAW ma senza…brillare.

– nelle condizioni difficili preselezionare il fuoco lasciando perdere il comodo, ma spesso lento, sistema autofocus

– usare il blocco dell’esposizione quando si lavora in automatismo per guadagnare ancora un pizzico di velocità

– disinserire il replay automatico dell’immagine sul display LCD

Majoli va oltre, con una tecnica da giocoliere che riportiamo solo a titolo di curiosità. Tiene al collo due macchine con le cinghie regolate su due lunghezze diverse. Mentre una macchina porta a termine le operazioni di salvataggio delle immagini l’altra scatta e così via, in un continuo alternarsi di corpi macchina.
Una tecnica estrema che ricorda quella utilizzata ai tempi dei moschetti a avancarica.

Speriamo che – una volta esaurita l’infornata di reflex digitali economiche – le case riprendano lo sviluppo delle compatte digitali. Basterebbe poco – un pizzico di velocità in più e un bel corpo macchina stile Leica M , compatto ma ben impugnabile – per ricominciare a sognare.

Altre informazioni su Alex Majoli